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Standing Still

di Jonas Brinker
2019, 4′
Presentato allo Schermo dell’arte 2020 in occasione della mostra Resisting the Trouble – Moving Images in Times of Crisis. Il film è parte di VISIO – European Programme on Artists’ Moving Images – IX edizione
Opera prodotta da Frankfurter Kunstverein. Courtesy l’artista
Protagonista di standing still è un raro esemplare di lupo addomesticato, abituato a lavorare per l’industria cinematografica e a rispondere a semplici comandi che gli ordinano di stare fermo e in posa. Nel corso della storia il lupo è stato simbolo sia di protezione sia di violenza, incarnando spesso però gli istinti primari più aggressivi, come testimoniano numerose opere letterarie e favole che influenzano il nostro immaginario fin dall’infanzia. L’opera nasce a seguito del recente ripopolamento nelle foreste tedesche dei lupi, su cui la popolazione locale spesso proietta le proprie paure. Attraverso l’uso di un ambiente artificiale e astratto come il green screen, Brinker esplora l’impossibilità del controllo totale dell’uomo sulla natura, rivelando sguardi e gesti di un animale che nonostante l’addestramento mantiene tutta la sua carica simbolica.
Jonas Brinker (1989, GERMANIA) nella sua pratica artistica utilizza il cinema e la fotografia come strumenti di osservazione e contemplazione. Osservando a distanza le periferie di contesti difficili, le cattura e riformula con delicatezza. La sua paziente cinematografia rivela davanti allo spettatore immagini che potrebbero essere viste come universi soggettivi autosufficienti. Il suo lavoro è stato recentemente esposto al Frankfurter Kunstverein; Städelmuseum, Francoforte; Palais de Tokyo, Parigi; Goethe-Institut Israel e Berghain, Berlino.
Brinker si è laureato alla Slade School of Fine Arts di Londra nel 2015 e ha proseguito i suoi studi alla Städelschule Frankfurt nella classe di Douglas Gordons e Willem de Rooij. Si è laureato come Meisterschüler nel 2018. Durante gli studi a Francoforte ha fatto uno scambio con la Bezalel Academy of Arts di Tel Aviv e ha visitato la classe Josephin Prydes all’UDK di Berlino come guest student.